Le persone, prima di tutto

La nostra storia

Persone, castagneti e futuro della Val di Bisenzio. Un percorso comune che unisce il lavoro dei soci, la memoria della valle e la volontà di trasmetterla.

Una comunità intorno al castagno

La nostra associazione nasce dall'incontro fra persone che custodiscono lo stesso patrimonio: i castagneti della Val di Bisenzio e i saperi necessari a trasformarne i frutti. Produttori, proprietari, mugnai e appassionati portano esperienze diverse, unite dalla volontà di dare continuità a un lavoro e a un paesaggio.

Prima della costituzione del 2008, il Progetto Castagna aveva già avviato un confronto su qualità, lavorazioni tradizionali e riconoscibilità del prodotto. Le cronache di quegli anni aiutano a ricostruire il passaggio da un patrimonio diffuso a un impegno associativo condiviso.

Dalle origini a oggi

Le tappe di un percorso comune

  1. 2005–2006

    Un nome comune per una filiera locale

    Il percorso prende forma attorno al Progetto Castagna promosso dalla Comunità Montana con i Comuni di Cantagallo e Vernio. Le notizie del 2006 parlano di aggregazione dei produttori, recupero delle canicciaie, mulini e disciplinare. Il marchio territoriale, che la cronaca del novembre 2006 colloca nell'anno precedente, accompagna questa ricerca di riconoscibilità.

    Le cronache: Migliana, 23 ottobre 2006 · La prima farina, 9 novembre 2006.

  2. 29 marzo 2008

    Il disciplinare e la bozza di statuto a Vernio

    Durante la Fiera agricola di San Giuseppe vengono presentati il disciplinare di produzione e la bozza dello statuto. L'obiettivo è riunire chi coltiva e trasforma la castagna nei Comuni di Cantagallo, Vaiano e Vernio, dando valore alla provenienza e alle lavorazioni tradizionali.

    Nove da Firenze, 29 marzo 2008.

  3. 29 aprile 2008

    Le persone si incontrano a Cantagallo

    L'articolo pubblicato il 30 aprile racconta la prima assemblea del giorno precedente: una sala consiliare gremita, con oltre novanta persone fra produttori, proprietari di castagneti e canicciaie, mugnai e raccoglitori. È una tappa pubblica fondamentale del percorso verso l'associazione.

    Nove da Firenze, 30 aprile 2008.

  4. 15 settembre 2008

    L'atto costitutivo e il primo presidente

    L'atto scritto costituisce l'Associazione Castanicoltori della Val di Bisenzio e nomina il primo consiglio direttivo. Il presidente è Fabrizio Giraldi. Questa data documentale va distinta dall'assemblea di aprile: due momenti dello stesso cammino, con ruoli diversi nella ricostruzione delle origini.

    Atto costitutivo originale, pagine 1–2.

  5. 2009–2015

    Far conoscere il prodotto, condividere i saperi

    Degustazioni, concorsi delle farine e iniziative gastronomiche portano la castagna nel confronto fra produttori e nell'incontro con il pubblico. Le testimonianze della Fiera di Vernio, della settimana dell'olio e della castagna e delle collaborazioni locali raccontano un'attività che lega qualità del prodotto, convivialità e territorio.

    Le testimonianze nella rassegna stampa.

  6. 2022–2024

    Conoscenza dei castagneti e reti di comunità

    Nel 2022 la stampa dà notizia di uno studio universitario con immagini satellitari su castagneti indicati dall'associazione. Nel 2024 il progetto RiViVi Val di Bisenzio la vede fra i partner gestori: la cura del territorio incontra nuove forme di collaborazione e di partecipazione alla vita della valle.

    Lo studio sui castagneti, 2022 · Il progetto RiViVi.

  7. 2025

    Un nuovo impulso all'attività associativa

    La cronaca del marzo 2025 documenta il passaggio della presidenza da Alessandro Bracci a Primo Bosi. Il rilancio mette al centro il lavoro dei soci, il confronto sulle esigenze della filiera e i rapporti con le realtà del territorio. Nello stesso anno sono documentate la convenzione per la gestione condivisa del Centro visite di Cantagallo e l'organizzazione del convegno di Vernio sulla farina.

    Il passaggio di presidenza · Centro visite e convegno nella rassegna.

  8. 2026

    Tradizione, ricerca e nuove collaborazioni

    Incontri tecnici, partecipazioni pubbliche e dialogo con il mondo della ricerca ampliano il lavoro dell'associazione. La formazione sui castagneti e il confronto con il PIN sulle possibilità di valorizzazione dei sottoprodotti mostrano un percorso che guarda avanti, senza separarsi dalle competenze delle persone che lavorano nella filiera.

    Le partecipazioni del 2026 · Il confronto con il PIN.

Marchio territoriale Castagna della Val di Bisenzio, con castagna e profilo stilizzato del paesaggio
Il marchio territoriale «Castagna della Val di Bisenzio».
Un segno della nostra identità

Il marchio di Ro Marcenaro

Il marchio «Castagna della Val di Bisenzio» è attribuito dalla cronaca locale a Ro Marcenaro, nome d'arte di Rodolfo Marcenaro, illustratore, vignettista e autore di animazione. L'articolo del 9 novembre 2006 ne colloca la realizzazione nel 2005, prima della costituzione dell'associazione.

Il suo significato, nel percorso raccontato dalle fonti, è dare un'identità riconoscibile alla produzione della valle e al lavoro che la rende possibile.

La fonte sull'attribuzione del marchio · Rodolfo Marcenaro: profilo biografico.

La memoria della valle

Una memoria fatta di luoghi e lavoro

La castagna ha accompagnato per secoli la vita delle comunità della Val di Bisenzio. La sua storia si riconosce nei castagneti da frutto, nei luoghi dell'essiccazione e nei mulini: un insieme di attività che collega paesaggio e alimentazione.

Dal bosco alla dispensa

Raccogliere e trasformare richiedeva conoscenze, tempi e lavoro. Seguendo il percorso della castagna si incontra anche la storia delle famiglie e delle comunità che hanno abitato questi luoghi.

Le canicciaie e i mulini

La canicciaia racconta il passaggio dell'essiccazione; il mulino quello della farina. Conservare questi nomi e descrivere le lavorazioni aiuta a comprendere un prodotto che non nasce soltanto al momento della vendita.

Una tradizione che continua

Oggi produttori, custodi dei castagneti e associazione contribuiscono a trasmettere questo patrimonio. Farlo conoscere significa ascoltare le esperienze, documentare le pratiche e mettere in relazione memoria e lavoro presente.

La memoria vive nelle persone

Le conoscenze dei soci sono una ricchezza dell’associazione. Esperienze, fotografie e documenti possono contribuire a raccontare la valle, concordandone insieme l’utilizzo.

Contribuisci alla memoria della valle

Hai fotografie, documenti o una testimonianza su un castagneto, una canicciaia o un mulino? Scrivici indicando provenienza, luogo e data, se conosciuti. Prima dell'utilizzo concorderemo attribuzione e autorizzazione.

Una storia da custodire, con le sue fonti

Questa ricostruzione mette in relazione documenti associativi e cronache dell'epoca. Le date degli articoli non coincidono sempre con quelle degli eventi; progetti annunciati e risultati documentati sono mantenuti distinti.

Ricostruzione aggiornata al 23 ottobre 2026. L'archivio potrà essere arricchito con fotografie originali, verbali e testimonianze dei soci, verificandone provenienza e condizioni d'uso.